17 Settembre 2026

SOSTENIBILITA’ E AGENDA 2030

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SOSTENIBILITA’ E AGENDA 2030

di Robertino GIARDINA

I problemi del nostro tempo, nell’inaspettato e nefasto sfondo della pandemia, potrebbero trovare una via di soluzione o quantomeno di attenuazione nel principio della sostenibilità e negli obiettivi posti dall’agenda 2030.

Il mondo è afflitto da problemi relativi all’ambiente e al paesaggio e le conseguenze sono le accresciute povertà che generalmente vengono sintetizzate in quattro categorie:

  • Povertà alimentare
  • Povertà abitativa
  • Povertà lavorativa
  • Povertà educativa

Intervenire sulle ragioni che determinano povertà e disarmonia può aiutare ad invertire una rotta che non è più possibile seguire.

E’ necessario ‘sostenere la sostenibilita’, offrire il nostro contributo al miglioramento della nostra comunità e del pianeta intero solo se sapremo incarnare il cambiamento offrendone piena testimonianza a chi dovrà ereditare la terra: le nuove generazioni.

Due domande riflessive:

Quale mondo lasceremo ai nostri figli?

(Hans Jonas)

A quali figli lasceremo questo mondo?

(Jaime Semprun)

Una bussola di riferimento potrebbe essere l’agenda 2030 con i suoi obiettivi e il GREEN DEAL con tutta la normativa correlata alla formazione di un mondo più compatibile con l’ambiente e che rispetti il paesaggio.

Il concetto di sostenibilità emerge negli ultimi anni e ne viene data una definizione precisa in sede ONU:

Lo sviluppo sostenibile è lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Contiene al suo interno due concetti chiave:

  • il concetto di “bisogni”, in particolare i bisogni essenziali dei poveri del mondo, a cui dovrebbe essere data priorità assoluta; 
  • l’idea dei limiti imposti dallo stato, della tecnologia e dell’organizzazione sociale alla capacità dell’ambiente di soddisfare i bisogni presenti e futuri.

In questo principio troviamo l’essenza dei nostri limiti e della consapevolezza di averli superati per certi versi e in molte situazioni.

Vale la pena sottolineare come lo stesso non sia il frutto di un documento dell’ONU ma che in ogni tempo l’uomo si è posto molti interrogativi sul rapporto con la natura e con la vita giungendo comunque alla stessa conclusione e cioè che il pianeta non è qualcosa che ci appartiene ma che siamo strettamente legati ad esso, alla natura e che il nostro compito è la salvaguardia del creato e il vivere in armonia con esso.

Di seguito si riportano alcuni pensieri che ci provengono dalla cultura degli indiani d’America a evidenziare la necessità di ripensare a ciò che non è più compatibile e alle storture di un’economia che propone una visione utilitaristica e poco armoniosa del rapporto uomo/ambiente.

Stralcio di una lettera scritta da un Capo Indiano per rispondere alla proposta dell’allora Presidente degli Stati d’America del Nord Franklin Pierce,  di acquistare una parte delle terre del Puget Sound

(…) Insegnate ai vostri bambini quello che noi abbiamo insegnato ai nostri figli: che la Terra è nostra madre. Tutto ciò che di buono arriva dalla Terra arriva anche ai figli della Terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su sè stessi. Noi almeno sappiamo questo: la Terra non appartiene all’Uomo, bensì è l’Uomo che appartiene alla Terra. Questo noi lo sappiamo. Tutte le cose sono legate fra loro come il sangue che unisce i membri della stessa famiglia. Tutte le cose sono legate fra loro. Tutto ciò che si fa per la Terra lo si fa per i suoi figli”.

TUCHUMSEH Shawnee[1]

Per i cherokee, la terra non è fango, sassi e alberi, ma è nutrice di vita.

Il seme è molto più che un embrione addormentato, è vita.

L’uomo è molto più che una creatura umana, è spirito.

Non è venerazione della natura, ma è amare e adorare ciò che ha messo ogni cosa in movimento; L’Essenza che sta dietro la nebbia, dietro la luce del sole è il flusso delle maree. Cose incredibili accadono proprio davanti ai nostri occhi, ma spesso ci accorgiamo solo di quelle che ci danno un motivo per piangere o per festeggiare. Guardiamo oltre gli eventi. I raggi del sole possono essere nocivi, ma la causa che sta dietro tutte le nostre vicissitudini guarisce e ricrea.

Il sole è mio padre, la terra è mia madre, io riposerò sopra il tuo seno.

Piccoli passi, scritture che ci fanno capire che il concetto di sostenibilità è ben più antico della dichiarazione del 1987 e che l’importanza dell’ambiente era ben presente nell’agire personale e nelle regole comunitarie di popoli che affondano le radici nell’alba della storia.

Il concetto di sostenibilità si sostanzia quindi nelle categorie del sociale, del politico e dell’economia e trova una sua centralità nell’umanità che progredendo tecnologicamente deve sviluppare nuove regole e trovare nuovi equilibri attraverso la perpetuazione dei valori irrinunciabili dell’umanità: la dignità e la libertà di tutti i popoli.

L’Agenda 2030 con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs)

Cosa esprime l’agenda 2030?

L’insostenibilità del sistema economico che con i suoi limiti non tiene conto dell’ambiente e della società portatrice di nuove istanze di benessere fisico oltre la soddisfazione dei bisogni primari.

Con l’Agenda 2030 si esce dal perimetro ‘Ambientale’ per esprimere l’armonia che dobbiamo perseguire tra l’uomo e il creato al fine di raggiungere obiettivi di pacifica convivenza basati sul benessere fisico, psichico e spirituale.

Preambolo

 Quest’Agenda è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità. Essa persegue inoltre il rafforzamento della pace universale in una maggiore libertà. Riconosciamo che sradicare la povertà in tutte le sue forme e dimensioni, inclusa la povertà estrema, è la più grande sfida globale ed un requisito indispensabile per lo sviluppo sostenibile. Tutti i paesi e tutte le parti in causa, agendo in associazione collaborativa, implementeranno questo programma. Siamo decisi a liberare la razza umana dalla tirannia della povertà e vogliamo curare e salvaguardare il nostro pianeta. Siamo determinati a fare i passi audaci e trasformativi che sono urgentemente necessari per portare il mondo sulla strada della sostenibilità e della resilienza. Nell’intraprendere questo viaggio collettivo, promettiamo che nessuno verrà trascurato.

(…)Siamo determinati a porre fine alla povertà e alla fame, in tutte le loro forme e dimensioni, e ad assicurare che tutti gli esseri umani possano realizzare il proprio potenziale con dignità ed uguaglianza in un ambiente sano. Pianeta: siamo determinati a proteggere il pianeta dalla degradazione, attraverso un consumo ed una produzione consapevoli, gestendo le sue risorse naturali in maniera sostenibile e adottando misure urgenti riguardo il cambiamento climatico, in modo che esso possa soddisfare i bisogni delle generazioni presenti e di quelle future. Prosperità Siamo determinati ad assicurare che tutti gli esseri umani possano godere di vite prosperose e soddisfacenti e che il progresso economico, sociale e tecnologico avvenga in armonia con la natura. Pace Siamo determinati a promuovere società pacifiche, giuste ed inclusive che siano libere dalla paura e dalla violenza. Non ci può essere sviluppo sostenibile senza pace, né la pace senza sviluppo sostenibile. Collaborazione Siamo determinati a mobilitare i mezzi necessari per implementare questa Agenda attraverso una Collaborazione Globale per lo sviluppo Sostenibile, basata su uno spirito di rafforzata solidarietà globale, concentrato in particolare sui bisogni dei più poveri e dei più vulnerabili e con la partecipazione di tutti i paesi, di tutte le parti in causa e di tutte le persone. Le interconnessioni degli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile sono di importanza cruciale nell’assicurare che lo scopo della nuova Agenda venga realizzato. Se noi realizzeremo le nostre ambizioni abbracciando l’intera Agenda, le vite di tutti verranno profondamente migliorate e il nostro mondo sarà trasformato al meglio

Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile

 Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

  1. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile
  2. Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
  3. Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti
  4. Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze
  5. Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie
  6. Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni
  7. Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti
  8. Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
  9. Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le nazioni
  10. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili
  11. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
  12. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico
  13. Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile
  14. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre
  15. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile
  16. Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

 Stralcio del Documento definito  come GREEN DEAL EUROPEO

La presente comunicazione illustra un Green Deal per l’Unione europea (UE) e i suoi cittadini. Essa riformula su nuove basi l’impegno della Commissione ad affrontare i problemi legati al clima e all’ambiente, ovvero il compito che definisce la nostra generazione. Ogni anno che passa l’atmosfera si riscalda e il clima cambia. Degli otto milioni di specie presenti sul pianeta un milione è a rischio di estinzione. Assistiamo all’inquinamento e alla distruzione di foreste e oceani[2].

Il Green Deal europeo è la risposta a queste sfide. Si tratta di una nuova strategia di crescita mirata a trasformare l’UE in una società giusta e prospera, dotata di un’economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva che nel 2050 non genererà emissioni nette di gas a effetto serra e in cui la crescita economica sarà dissociata dall’uso delle risorse.

Essa mira inoltre a proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’UE e a proteggere la salute e il benessere dei cittadini dai rischi di natura ambientale e dalle relative conseguenze. Allo stesso tempo, tale transizione deve essere giusta e inclusiva. Deve mettere al primo posto le persone e tributare particolare attenzione alle regioni, alle industrie e ai lavoratori che dovranno affrontare i problemi maggiori. Poiché la transizione determinerà cambiamenti sostanziali, la partecipazione attiva dei cittadini e la fiducia nella transizione sono fondamentali affinché le politiche possano funzionare e siano accettate. È necessario un nuovo patto che riunisca i cittadini, con tutte le loro diversità, le autorità nazionali, regionali, locali, la società civile e l’industria, in stretta collaborazione con le istituzioni e gli organi consultivi dell’UE.

L’UE dispone collettivamente della capacità di trasformare la sua economia e la sua società, indirizzandole su un percorso maggiormente sostenibile. Può fare leva sui suoi punti di forza in quanto leader mondiale nelle misure per il clima e l’ambiente, la protezione dei consumatori e i diritti dei lavoratori.

[1] Joyce Sequichie Hifler, Diario Pellerossa, eredità spirituale degli indiani d’America. Ed.: Il punto d’incontri.

[2]             Fonti: i) gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC): relazione speciale sull’impatto di un aumento del riscaldamento globale di 1,5 ºC;

ii) piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES): relazione di valutazione globale sulla biodiversità e i servizi ecosistemici del 2019;

iii) gruppo internazionale per le risorse (International Resource Panel): Rapporto sulle prospettive in materia di risorse a livello mondiale 2019: – risorse naturali per il futuro che vogliamo;

iv) Agenzia europea dell’ambiente: l’ambiente in Europa – stato e prospettive nel 2020 – conoscenze per la transizione verso un’Europa sostenibile.

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